Rx intestino tenue
La diagnostica per immagini dell'intestino tenue si avvale di numerose tecniche e metodiche, da quelle tradizionali alle più recenti e sofisticate.
Senza dubbio l'esame oggi più utilizzato è l'enteroclisi del tenue che permette un'uniforme opacizzazione di tutto l'intestino tenue, ripreso su radiogrammi panoramici.
L'esame prevede il posizionamento , attraverso l'intubazione naso o oro-faringea, di un sondino di Bilbao-Dotter fino all'ultima porzione duodenale (angolo di Treitz).
Eseguita l'intubazione s'inietta una soluzione di circa 200 cc. di bario-solfato al 40% pv, in quantità sufficiente ad opacizzare il digiuno e le prime anse ileali a cu fa seguito una soluzione acquosa (1500 cc.) di metilcellulosa allo 0,5% alla temperatura di circa 25° fino all'avvenuta visualizzazione della ultima ansa ileale (doppio contrasto).
L'indagine non offre rilievi funzionali ma esclusivamente morfologici.
L'esame è indicato nel sospetto di malattie infiammatorie croniche dell'intestino, nei casi di sindromi di malassorbimento, nel sospetto di neoplasie benigne e maligne del piccolo intestino, nei casi di occlusione e/o subocclusione di pertinenza del tenue.
Nei casi in cui non è possibile effettuare l'enteroclisi si può studiare l'intestino tenue somministrando per via orale circa 200 cc. di bario-solfato sfruttando il tempo di transito intestinale per l'opacizzazione dell'intero intestino. Questo esame non è scevro d'inconvenienti quali il frazionamento della colonna baritata o la flocculazione del bario.
Queste indagini vanno praticate dopo un'accurata valutazione clinica e con un chiaro quesito diagnostico.

