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Newsletter n°1 - Marzo 2010 - La steatosi epatica


22/03/2010

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Marzo 2010

 

Il “fegato grasso”: una nuova metodica ecografica per una precisa diagnosi


In particolari condizioni metaboliche vi può essere accumulo di trigliceridi all'interno degli epatociti. Si parla di steatosi epatica o più comunemente di “fegato grasso”, quando il contenuto lipidico del fegato supera il 5% del suo peso. Tale condizione può essere causata da molti fattori o malattie, come una dieta squilibrata, l’abuso d’alcool, il diabete o l’obesità. Il 75% dei pazienti con diabete di tipo 2 presenta un quadro di steatosi epatica all’indagine ecografia ed è una condizione molto frequente nelle persone obese (fino al 90%). La steatosi è asintomatica e, spesso, è scoperta occasionalmente durante un’ecografia che mostra il cosiddetto “fegato brillante” o durante dei controlli ematici di controllo che mostrano un lieve incremento degli enzimi epatici. L'ecografia è un esame relativamente semplice ma può diagnosticare la steatosi epatica soltanto in una fase abbastanza avanzata. In genere non è in grado di visualizzare steatosi di lieve e media entità (quando cioè l'infiltrazione grassa interessa meno del 33% delle cellule). Solo una biopsia può confermare con certezza il grado della steatosi e la presenza d’eventuali complicanze come la steatoepatite e la cirrosi. Una nuova tecnica ecografica, messa a punto presso l’istituto di Biostrutture e Bioimmagini del CNR, consente una più precoce e precisa quantificazione della malattia.

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Fonte: M. Mancini et al, Metabolism Clinical and Experimental; Dec. 2009

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